Il 2026 offre diverse agevolazioni per imprese, PMI, startup e aspiranti imprenditori, ma orientarsi tra contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie pubbliche e incentivi fiscali è diventato sempre più complesso.
Non esiste infatti un unico “bonus imprese 2026”: le opportunità cambiano in funzione dell’età dell’imprenditore, della localizzazione dell’attività, delle caratteristiche dell’impresa e soprattutto del tipo di investimento che si intende realizzare.
Una PMI che vuole acquistare nuovi macchinari può trovare interessante la Nuova Sabatini, mentre una startup innovativa può valutare Smart&Start Italia. Per gli under 35 che intendono avviare una nuova attività esistono invece strumenti differenti per Centro-Nord e Mezzogiorno, mentre le imprese che effettuano investimenti tecnologicamente avanzati possono valutare il nuovo sistema di Iperammortamento collegato al Piano Transizione 5.0.
Anche il concetto di “fondo perduto” deve essere utilizzato con attenzione. Non tutti gli incentivi prevedono infatti denaro che non deve essere restituito. Alcune misure utilizzano finanziamenti agevolati, altre contributi sugli investimenti, altre ancora garanzie pubbliche che facilitano l’accesso al credito.
Inoltre, lo stato delle agevolazioni può cambiare durante l’anno per esaurimento delle risorse o apertura e chiusura degli sportelli. È quanto è avvenuto, per esempio, con ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, che dal 1° luglio 2026 continua a essere disponibile ma, per le nuove domande, nella sola forma del finanziamento agevolato a seguito dell’esaurimento delle risorse destinate al fondo perduto.
Vediamo quindi quali sono i principali bonus e incentivi per imprese disponibili nel 2026, chi può richiederli, quali investimenti possono finanziare e dove controllare l’apertura delle domande.
Quali incentivi per le imprese ci sono nel 2026?
Il panorama degli incentivi alle imprese nel 2026 può essere suddiviso in alcune grandi categorie. Esistono misure destinate alla creazione di nuove attività, agevolazioni per acquistare beni strumentali e tecnologie, strumenti rivolti alle startup innovative, incentivi specifici per giovani e donne e sistemi pubblici che facilitano l’accesso ai finanziamenti bancari.
Tra le principali misure nazionali che un’impresa può incontrare nel 2026 troviamo la Nuova Sabatini, il Fondo di Garanzia per le PMI, Smart&Start Italia, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, Resto al Sud 2.0, Autoimpiego Centro-Nord e il nuovo Iperammortamento del Piano Transizione 5.0.
A queste opportunità nazionali devono essere aggiunti i numerosi bandi regionali, camerali ed europei, che possono finanziare digitalizzazione, internazionalizzazione, turismo, energia, innovazione, formazione, occupazione e investimenti produttivi.
Per questo motivo un’impresa non dovrebbe cercare genericamente “un bonus”, ma partire dal progetto che vuole realizzare e individuare successivamente la misura compatibile.
Nuova Sabatini 2026
La Nuova Sabatini rimane uno dei principali strumenti nazionali per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese.
La misura è pensata per facilitare l’accesso al credito e sostenere l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali produttivi, hardware, software e tecnologie digitali.
La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro complessivi per il biennio 2026-2027, di cui 200 milioni destinati al 2026 e 450 milioni al 2027.
Il funzionamento non deve essere confuso con un classico bando che rimborsa una percentuale qualsiasi dell’investimento. La misura combina un finanziamento bancario o leasing con un contributo del Ministero rapportato agli interessi secondo le condizioni previste.
Il finanziamento può coprire l’intero investimento, deve avere una durata non superiore a cinque anni e, secondo la disciplina della misura, può avere un importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro.
Per una PMI che intende rinnovare i propri macchinari o investire nella digitalizzazione, la Sabatini è quindi una delle prime agevolazioni da verificare nel 2026.
Nuova Sabatini 2026: come funziona e chi può richiederla
Fondo di Garanzia PMI 2026
Il Fondo di Garanzia per le PMI svolge una funzione differente: non consegna normalmente un contributo direttamente all’impresa, ma utilizza una garanzia pubblica per facilitare l’accesso al finanziamento.
Questo può essere particolarmente importante per una piccola impresa che dispone di un progetto economicamente sostenibile ma incontra difficoltà nell’offrire alla banca garanzie sufficienti.
L’impresa o il professionista non presenta direttamente la richiesta al Fondo. Deve rivolgersi a una banca o a un intermediario per il finanziamento e richiedere contestualmente l’intervento della garanzia, oppure utilizzare un confidi secondo le procedure previste.
La garanzia può interessare diverse tipologie di operazioni finanziarie legate all’attività d’impresa, sia a breve sia a medio-lungo termine, con percentuali di copertura che dipendono dalle caratteristiche dell’operazione e dalla disciplina vigente.
Il Fondo non deve quindi essere interpretato come “denaro gratis”: il finanziamento deve essere restituito. Il vantaggio consiste nella presenza della garanzia pubblica, che può rendere più accessibile il credito.
Fondo di Garanzia PMI 2026: requisiti e come accedere
Smart&Start Italia per startup innovative
Per chi intende creare o sviluppare una startup innovativa, una delle misure nazionali più importanti rimane Smart&Start Italia, gestita da Invitalia.
L’incentivo è finalizzato a sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico e può finanziare programmi imprenditoriali che rispettano i requisiti previsti dalla misura.
Smart&Start è particolarmente interessante per progetti basati su innovazione tecnologica, ricerca, economia digitale e valorizzazione dei risultati della ricerca.
Non deve però essere confuso con un incentivo genericamente destinato a qualsiasi nuova impresa. Il requisito di startup innovativa e le caratteristiche del progetto assumono un ruolo centrale.
La misura continua a essere operativa nel 2026: Invitalia, in un aggiornamento del settembre 2026, ha comunicato che il meccanismo di conversione di una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto ha già accompagnato numerose startup che successivamente hanno raccolto capitale privato.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è una misura destinata alla creazione e allo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile.
Possono accedere, secondo i requisiti previsti, imprese costituite da non più di 60 mesi e persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa. La compagine deve essere composta per oltre la metà numerica dei soci e delle quote da giovani tra 18 e 35 anni oppure da donne di qualsiasi età.
Nel corso del 2026 è però intervenuto un cambiamento molto importante.
Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate ai contributi a fondo perduto. Di conseguenza, per le domande presentate a partire dal 1° luglio 2026, le agevolazioni vengono concesse nella sola forma del finanziamento agevolato.
La misura rimane quindi attiva, ma chi presenta oggi una domanda non deve basarsi su vecchi articoli che descrivono ancora automaticamente il mix tra finanziamento a tasso zero e fondo perduto.
Questo esempio dimostra perché, quando si parla di bandi e incentivi, sia essenziale verificare sempre lo stato dello sportello immediatamente prima della presentazione della domanda.
Incentivi per giovani imprenditori under 35
Il 2026 presenta opportunità particolarmente interessanti per i giovani che vogliono avviare una nuova attività.
Due strumenti da conoscere sono Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0.
Le misure sono rivolte agli under 35 nelle condizioni previste dalla normativa e sono state create per sostenere nuove iniziative imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo in differenti aree del Paese.
Autoimpiego Centro-Nord interessa Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Resto al Sud 2.0 riguarda invece Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La distinzione geografica è quindi uno dei primi elementi da controllare.
Autoimpiego Centro-Nord 2026
Autoimpiego Centro-Nord è particolarmente interessante perché prevede forme di sostegno a fondo perduto per l’avvio di nuove attività.
Tra le agevolazioni previste rientra un voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, che può arrivare a 40.000 euro nelle condizioni previste per la maggiorazione.
Per programmi di investimento più consistenti è previsto invece un contributo a fondo perduto del 65% per programmi fino a 120.000 euro, con ulteriori regole per le fasce di investimento previste dalla disciplina.
La misura può interessare nuove iniziative imprenditoriali, di lavoro autonomo e libero-professionali, rendendola particolarmente rilevante non soltanto per chi vuole creare una società ma anche per determinati aspiranti lavoratori autonomi.
La domanda deve rispettare le condizioni personali e progettuali previste dal programma e viene gestita attraverso Invitalia.
Resto al Sud 2.0 nel 2026
Per gli under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno bisogna invece guardare a Resto al Sud 2.0.
La misura promuove nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nelle regioni interessate ed è finanziata attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027.
È importante non confondere questa misura con il precedente Resto al Sud.
Lo sportello della vecchia misura Resto al Sud è stato infatti chiuso il 14 ottobre 2025. Dal 15 ottobre 2025 sono diventate operative le nuove misure Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0.
Chi nel 2026 cerca informazioni online può ancora trovare numerose guide dedicate al vecchio Resto al Sud, ma per una nuova domanda deve verificare le condizioni delle misure attualmente operative.
Incentivi per imprese femminili nel 2026
Le donne che vogliono avviare o sviluppare un’impresa possono trovare opportunità sia attraverso strumenti specificamente collegati all’imprenditoria femminile sia attraverso misure nazionali più ampie.
Un esempio importante è proprio ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, che ammette imprese a prevalente partecipazione femminile senza applicare alle donne il limite anagrafico previsto per la componente giovanile.
Esistono inoltre bandi regionali e territoriali che possono prevedere premialità o linee specifiche per l’imprenditoria femminile.
È però necessario distinguere tra una misura strutturalmente aperta e un fondo che ha avuto sportelli specifici in passato. Non basta trovare online il nome di un incentivo per concludere che sia possibile presentare immediatamente una nuova domanda.
Per questo motivo la verifica dello stato dello sportello deve sempre precedere la preparazione del progetto.
Nuovo Piano Transizione 5.0: Iperammortamento 2026
Una delle novità più importanti del 2026 riguarda gli incentivi per gli investimenti tecnologici.
Il precedente Piano Transizione 5.0 basato sul credito d’imposta ha chiuso i termini per la presentazione delle domande. Nel 2026 è diventato operativo il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.
La nuova misura cambia il meccanismo dell’agevolazione: non utilizza il precedente credito d’imposta, ma una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni agevolabili, rilevante per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.
Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro la maggiorazione prevista è del 180%; oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni è del 100%, mentre oltre 10 e fino a 20 milioni è del 50%.
La misura riguarda investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e interessa beni strumentali tecnologicamente avanzati e, nelle condizioni previste, investimenti collegati all’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili.
Dal 12 giugno 2026 è operativa sul portale GSE la piattaforma per la prenotazione dell’agevolazione.
Questo è un altro caso nel quale bisogna prestare attenzione agli articoli non aggiornati: nel 2026 parlare genericamente del vecchio “credito d’imposta Transizione 5.0” come incentivo ancora prenotabile non descrive correttamente la misura oggi operativa.
Nuova Sabatini e Transizione 5.0 possono finanziare lo stesso tipo di investimento?
Le due misure hanno meccanismi e requisiti differenti, ma entrambe possono interessare investimenti produttivi e tecnologici.
La Nuova Sabatini facilita l’acquisto o il leasing di beni strumentali attraverso finanziamento e contributo ministeriale.
Il nuovo Iperammortamento opera invece attraverso una maggiorazione fiscale del costo dei beni che possiedono le caratteristiche richieste.
Quando un’impresa intende realizzare un investimento importante in macchinari o tecnologie, dovrebbe quindi verificare non soltanto quale incentivo sia disponibile, ma anche le regole di cumulabilità tra le agevolazioni applicabili.
Non bisogna sommare automaticamente più incentivi sullo stesso investimento senza verificare limiti e condizioni.
Incentivi per digitalizzazione e cybersecurity
Nel 2026 le opportunità non riguardano soltanto l’acquisto di grandi macchinari industriali.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy include tra le misure in evidenza anche strumenti dedicati alla domanda di servizi cloud e cybersecurity, rivolti a PMI e lavoratori autonomi secondo le condizioni previste.
Inoltre, diversi bandi regionali e camerali finanziano periodicamente interventi per siti e-commerce, software gestionali, sicurezza informatica, tecnologie digitali, intelligenza artificiale e trasformazione dei processi aziendali.
Per una piccola impresa, quindi, digitalizzazione non significa necessariamente investire centinaia di migliaia di euro. Esistono anche opportunità progettate per interventi di dimensioni molto più contenute.
Incentivi per acquistare macchinari e attrezzature
Per un’impresa che vuole acquistare nuovi macchinari, il primo strumento nazionale da verificare è spesso la Nuova Sabatini.
Quando i beni possiedono caratteristiche tecnologiche particolari, può diventare rilevante anche il nuovo Iperammortamento.
A queste misure possono aggiungersi bandi regionali che finanziano investimenti produttivi, efficientamento energetico, innovazione o ampliamento delle attività.
La soluzione migliore consiste quindi nel definire prima l’investimento: quale bene si vuole acquistare, quanto costa, dove sarà installato, quale miglioramento produce e quando si intende effettuare l’ordine.
Solo successivamente ha senso cercare l’incentivo compatibile.
Contributi a fondo perduto 2026: cosa significa davvero?
Il contributo a fondo perduto è una somma che, quando vengono rispettate tutte le condizioni previste dal bando, non deve essere restituita come avverrebbe con un normale finanziamento.
Questo non significa però che il beneficiario possa utilizzare liberamente il denaro per qualsiasi spesa.
Ogni misura stabilisce quali investimenti sono ammissibili, le modalità di pagamento, i tempi di realizzazione e la documentazione necessaria per dimostrare le spese.
In alcuni casi il contributo viene erogato dopo che l’impresa ha sostenuto l’investimento; in altri possono essere previste anticipazioni o stati di avanzamento.
La disponibilità finanziaria dell’impresa rimane quindi importante anche quando il bando prevede una percentuale elevata a fondo perduto.
Fondo perduto e finanziamento agevolato non sono la stessa cosa
Questa distinzione è fondamentale.
Un contributo a fondo perduto non deve essere restituito quando il progetto viene correttamente realizzato e vengono rispettati gli obblighi previsti.
Un finanziamento agevolato, invece, deve essere restituito, ma può prevedere condizioni più favorevoli rispetto a un normale prestito di mercato, come un tasso particolarmente basso o nullo.
Una garanzia pubblica, come quella del Fondo di Garanzia PMI, svolge ancora una funzione differente: facilita l’accesso al credito coprendo parte del rischio assunto dal finanziatore.
Quando si confrontano due incentivi bisogna quindi verificare quale forma di sostegno viene effettivamente concessa.
Chi può ottenere gli incentivi nel 2026?
Non esiste un requisito unico.
Alcune misure sono destinate esclusivamente alle PMI, altre possono riguardare anche imprese di dimensioni maggiori, startup innovative, professionisti o persone che non hanno ancora costituito l’impresa.
Anche età e genere possono essere determinanti. ON, per esempio, è rivolto alle imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile, mentre Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 si concentrano sugli under 35 nelle condizioni previste.
Altri strumenti, come la Nuova Sabatini, guardano principalmente alle caratteristiche dell’impresa e dell’investimento.
La prima verifica da fare riguarda quindi sempre i beneficiari ammessi.
Dove trovare i bandi per imprese nel 2026
Per gli incentivi nazionali, le fonti principali da controllare sono i portali istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Invitalia.
Per gli incentivi territoriali bisogna invece monitorare i portali delle Regioni, delle Camere di Commercio e degli enti che gestiscono i programmi finanziati con fondi europei.
Limitarsi a cercare “contributi imprese” su Google può essere utile per individuare un’opportunità, ma la decisione finale dovrebbe sempre essere presa dopo aver consultato la pagina ufficiale, il bando, gli allegati e gli eventuali aggiornamenti.
Un articolo pubblicato alcuni mesi prima può infatti essere corretto al momento della pubblicazione ma diventare rapidamente superato se lo sportello chiude o le risorse vengono esaurite.
Bandi regionali 2026: perché non bisogna trascurarli
Molte imprese cercano esclusivamente gli incentivi nazionali, ma una parte importante delle opportunità si trova a livello regionale.
Le Regioni possono pubblicare bandi dedicati a digitalizzazione, turismo, commercio, artigianato, efficientamento energetico, internazionalizzazione, ricerca, innovazione, occupazione e creazione di nuove imprese.
Le condizioni possono cambiare notevolmente da una Regione all’altra.
Un’impresa del Lazio, per esempio, può avere accesso a opportunità differenti rispetto a una PMI dell’Umbria, della Lombardia o della Sicilia anche quando svolgono esattamente la stessa attività.
Per questo motivo la ricerca di un incentivo dovrebbe essere effettuata su due livelli: misure nazionali + bandi del territorio nel quale viene realizzato l’investimento.
Come capire quale incentivo scegliere
Il metodo più efficace consiste nel partire dal progetto e non dal nome del bonus.
Un’impresa dovrebbe definire innanzitutto quanto vuole investire, cosa vuole acquistare, dove realizzerà il progetto e in quale periodo.
Successivamente bisogna considerare dimensione e anzianità dell’impresa, settore di attività, età e caratteristiche dei soci e disponibilità di risorse proprie.
A quel punto diventa molto più semplice filtrare gli incentivi realmente compatibili.
Una startup innovativa che vuole sviluppare un software, un artigiano che vuole acquistare un nuovo macchinario e un giovane che vuole aprire un’attività partono da esigenze completamente differenti e non dovrebbero cercare lo stesso incentivo.
Quando presentare la domanda
La tempistica è uno degli aspetti più delicati.
In molti incentivi iniziare l’investimento troppo presto può compromettere l’ammissibilità delle spese. Le regole cambiano da misura a misura e devono essere controllate nel relativo bando.
Non bisogna quindi acquistare automaticamente il macchinario, pagare il fornitore e soltanto successivamente cercare un contributo.
La sequenza corretta è normalmente: individuare l’incentivo, leggere le condizioni, verificare la data dalla quale le spese sono ammissibili e soltanto dopo procedere con l’investimento secondo quanto previsto.
Un errore sulla data di ordine, fattura o pagamento può essere sufficiente per perdere l’agevolazione su una determinata spesa.
Quali documenti servono per richiedere un incentivo?
La documentazione varia, ma per molti incentivi assume particolare importanza il progetto d’impresa o business plan.
L’ente vuole capire cosa verrà realizzato, come verranno utilizzate le risorse, quale mercato viene affrontato e se l’iniziativa presenta una sostenibilità economica credibile.
Possono inoltre essere richiesti preventivi, dichiarazioni, dati economico-finanziari, documenti societari, firma digitale, PEC e attestazioni relative ai requisiti.
Per alcune misure la domanda viene valutata attraverso una vera istruttoria e non secondo il semplice principio “chi prima arriva riceve il bonus”.
La qualità della domanda diventa quindi parte integrante dell’accesso all’agevolazione.
Un incentivo è automatico se possiedo i requisiti?
No.
Possedere i requisiti soggettivi permette di presentare la domanda, ma non significa necessariamente ottenere il finanziamento.
Alcune misure prevedono una valutazione del progetto, altre graduatorie, altre ancora procedure a sportello fino all’esaurimento delle risorse.
Possono inoltre essere richieste integrazioni documentali.
È quindi importante distinguere tra essere potenzialmente beneficiari ed essere effettivamente ammessi all’agevolazione.
Attenzione alle truffe sui contributi alle imprese
L’interesse per bonus e finanziamenti ha favorito anche la diffusione di comunicazioni poco trasparenti.
Il MIMIT richiama espressamente le imprese a prestare attenzione alle truffe legate agli incentivi.
Un’impresa dovrebbe quindi diffidare di chi garantisce l’ottenimento certo di un contributo senza aver analizzato il progetto oppure richiede pagamenti facendo apparire la propria attività come se provenisse direttamente da un ente pubblico.
Le informazioni definitive devono essere sempre verificate sui portali istituzionali e nella documentazione ufficiale della misura.
Principali incentivi imprese 2026: riepilogo
| Incentivo | A chi è rivolto principalmente | Tipologia |
|---|---|---|
| Nuova Sabatini | Micro, piccole e medie imprese | Finanziamento/leasing + contributo |
| Fondo di Garanzia PMI | PMI e soggetti ammessi | Garanzia pubblica sul credito |
| Smart&Start Italia | Startup innovative | Finanziamento agevolato e meccanismi previsti dalla misura |
| ON – Oltre Nuove imprese | Imprese giovanili e femminili | Dal 1° luglio 2026, per nuove domande, finanziamento agevolato |
| Autoimpiego Centro-Nord | Under 35 nelle condizioni previste | Voucher/contributi a fondo perduto |
| Resto al Sud 2.0 | Under 35 nel Mezzogiorno | Agevolazioni per nuove attività |
| Nuovo Transizione 5.0 | Imprese che realizzano investimenti agevolabili | Iperammortamento |
| Bandi regionali | Dipende dal singolo bando | Fondo perduto, finanziamenti o altre agevolazioni |
Questa tabella rappresenta una fotografia generale delle principali opportunità e non sostituisce la verifica dello stato della singola misura al momento della domanda.
FAQ sui bonus e incentivi per imprese 2026
Quali sono i principali incentivi per imprese nel 2026?
Tra le misure da verificare rientrano Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia PMI, Smart&Start Italia, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, Autoimpiego Centro-Nord, Resto al Sud 2.0 e il nuovo Iperammortamento Transizione 5.0, oltre ai bandi regionali e camerali.
Ci sono contributi a fondo perduto nel 2026?
Sì. Alcune misure prevedono contributi a fondo perduto, ma requisiti, percentuali e disponibilità delle risorse cambiano in funzione dell’incentivo. È quindi necessario verificare lo sportello ufficiale prima di presentare domanda.
La Nuova Sabatini è disponibile nel 2026?
Sì. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027, di cui 200 milioni per il 2026.
ON – Oltre Nuove imprese prevede ancora il fondo perduto?
Per le nuove domande presentate dal 1° luglio 2026 Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate alla componente a fondo perduto. Le nuove agevolazioni vengono quindi concesse nella sola forma del finanziamento agevolato.
Il vecchio Resto al Sud è ancora aperto?
No. Lo sportello del precedente Resto al Sud è stato chiuso il 14 ottobre 2025. Dal 15 ottobre 2025 sono operative le nuove misure Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord.
Transizione 5.0 è ancora un credito d’imposta?
Il precedente Piano Transizione 5.0 ha chiuso i termini. Nel 2026 è operativo il nuovo sistema di Iperammortamento, che utilizza una maggiorazione fiscale del costo dei beni agevolabili anziché il precedente meccanismo del credito d’imposta.
Esistono incentivi per aprire una nuova attività?
Sì. A seconda dell’età, del territorio e delle caratteristiche dell’iniziativa possono essere rilevanti Autoimpiego Centro-Nord, Resto al Sud 2.0, ON e, per le startup innovative, Smart&Start Italia.
Dove posso controllare se un incentivo è ancora aperto?
Per le misure nazionali bisogna verificare soprattutto i siti ufficiali del MIMIT e di Invitalia. Per i bandi locali vanno controllati anche Regione e Camera di Commercio competente.
Conclusione
I bonus e incentivi per imprese nel 2026 offrono numerose opportunità, ma non esiste una misura universalmente adatta a qualsiasi attività. La scelta dipende dal progetto, dal territorio, dall’età dell’impresa e degli imprenditori, dalla dimensione aziendale e dalla natura dell’investimento.
Per le PMI che vogliono acquistare macchinari e tecnologie, la Nuova Sabatini continua a rappresentare uno degli strumenti principali. Il Fondo di Garanzia PMI può facilitare l’accesso al credito, mentre Smart&Start Italia è rivolto specificamente alle startup innovative.
Per i giovani che vogliono avviare un’attività assumono particolare importanza Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0, mentre il nuovo Iperammortamento Transizione 5.0 sostiene determinati investimenti tecnologici.
Il 2026 dimostra però anche quanto velocemente possano cambiare le agevolazioni. ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, per esempio, continua a essere operativo, ma dal 1° luglio le nuove domande non dispongono più della componente a fondo perduto a causa dell’esaurimento delle relative risorse. Il vecchio Piano Transizione 5.0, invece, è stato sostituito dal nuovo sistema di Iperammortamento.
Per questo motivo la regola più importante è semplice: prima di effettuare un investimento bisogna verificare la misura sul portale ufficiale, controllare che lo sportello sia aperto e leggere le condizioni relative all’ammissibilità delle spese. Una verifica effettuata prima di firmare un ordine o pagare una fattura può fare la differenza tra ottenere l’agevolazione e perdere completamente il contributo.


